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Blatte

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Le blatte sono tra gli insetti più comuni e fastidiosi. Vivono nel sudicio, hanno un aspetto sgradevole ed emanano cattivo odore: queste spiacevoli caratteristiche ne fanno degli ospiti particolarmente ripugnanti e indesiderabili. Non importa quante volte le Blatte siano “eliminate” da una struttura, esse continueranno a riapparire. La colonna portante dell’industria delle disinfestazioni continua ad essere imperniata sull’esigenza di un controllo delle blatte, ma, nonostante gli avanzamenti tecnologici umani e lo sviluppo di nuovi pesticidi, le blatte continuano a mantenere un’invidiabile presenza sulla terra. Andiamo a scoprire come eliminare le blatte.

Indice dei contenuti

Come eliminare Blatte

La lotta alle blatte non può essere condotta esclusivamente spruzzando insetticida ma deve essere condotta articolando diverse tecniche. Le difficoltà maggiori che si presentano nella conservazione dello stato di Pest- Free (assenza di parassiti) sono dovute a quattro concause.

Informazione su Blatte

Le blatte sono onnivore ma preferiscono alimenti ricchi di zucchero ed amido. In caso di necessità, possono comunque cibarsi di una grande varietà di materiali organici.

Caratteristiche

Al giorno d’oggi hanno un’importanza economica rilevantissima negli alberghi, nei ristoranti, nei supermarket, negli ospedali, nelle case private, nelle navi, nei carri ferroviari, nei magazzini, e in ogni altro posto ove sia presente cibo e acqua a sufficienza. In questi luoghi esse abbondano vicino ai tubi dell’acqua calda, nei sifoni umidi delle cucine, dietro apparecchiature e frigoriferi, sotto le tavole delle cucine e in ogni crepa o fessura grande abbastanza da nasconderle.

Oltre che condividendone il cibo, le blatte segnalano all’uomo la loro presenza con le feci e il loro odore. Questa sgradevole esalazione è il prodotto combinato degli escrementi, del fluido che emettono dalle ghiandole addominali, e dal fluido scuro che rigurgitano dalla bocca mentre si cibano. Le blatte rilasciano queste secrezioni lungo il loro percorso, deteriorando ogni superficie che ne viene ripetutamente a contatto, contaminando stoviglie, imballaggi, indumenti e materiale stoccato.

Nel nostro mondo ad alta tecnologia, le blatte hanno trovato un nuovo metodo di distruzione: con il loro corpo e i loro escrementi spesso causano danni materiali elettronici come registratori di cassa, bilance, e computer. La presenza delle blatte nelle case è indubbiamente la causa di maggiori stress rispetto a qualsiasi altro insetto. C’è una percezione comune che le blatte vivano in luoghi sporchi e mal tenuti, e perciò averle nella propria casa causa di vergogna. Molte persone sono imbarazzate ad ammettere di condividere la propria abitazione con questi insetti. La verità è che le blatte vivono in luoghi appartenenti ad ogni classe sociale, ogni gruppo etnico e ad ogni grado di pulizia. È innegabile comunque che un luogo pulito non può fornire sostentamento allo stesso numero di blatte rispetto ad un identico luogo mal tenuto e sporco, perché fornisce meno cibo disponibile per la loro sopravvivenza.

Patologie o Danni

Siccome le blatte sono così strettamente connesse all’uomo e si alimentano comunemente di cibi in decadenza, residui, scarti e frequentano aree malsane, come le fogne e le fosse settiche, la loro presenza comporta un pericolo per la salute umana.

La caratteristica potenzialmente più pericolosa delle blatte è quella di rigurgitare una parte del cibo assunto e di defecare durante il pasto e pertanto le blatte sono soprattutto potenziali contaminatrici del cibo che l’uomo conserva per sé stesso e per gli animali domestici, quando questo non sia adeguatamente protetto.

Le blatte come vettori di infezioni

Il potenziale pericolo dovuto alla trasmissione meccanica di organismi patogeni da parte delle blatte è largamente documentato. Molti di questi organismi sono stati isolati da scarafaggi raccolti in prossimità di attività umane. La differenza di molti artropodi entomofagi, per i quali le abitudini alimentari portano ad una trasmissione diretta dei patogeni all’uomo, gli scarafaggi possono potenzialmente trasmettere meccanicamente i patogeni attraverso a contaminazione di alimenti o di utensili utilizzati per la loro preparazione.Le blatte sono state comunemente implicate nella trasmissione di salmonella, un patogeno che causa avvelenamenti alimentari. Quando le feci di una blatta sono state infettate, questo patogeno può essere veicolato su alimenti e su superfici. Questo batterio può sopravvivere per periodi di alcuni anni su diversi substrati alimentari. La salmonella può rimanere attiva nell’intestino di una blatta orientalis per più di sei settimane, nel tratto digestivo di una blattella germanica per nove giorni e sull’esoscheletro per almeno dieci giorni.

Recentemente, un rapporto dell’Istituto Pasteur ha indicato che DNA provirale, omologo al componente umano del virus HIV, è stato isolato da un genoma di Periplaneta americana in Africa centrale, dove l’AIDS è endemico. Blatte provenienti da aree Europee prive di casi di AIDS non riscontrarono la presenza di DNA provirale.  Al momento, non è stato trovato alcun ‘virus dell’AIDS su questi insetti, ma questo rapporto preliminare può indicare che essi possano fungere da “riserva” di questo tremendo virus.

Una delle circostanze più evidenti che incriminano le blatte di essere portatrici di malattie, fu notata in una correlazione fra i casi di epatite infettiva e la mancanza di operazioni di disinfestazione in un insieme di edifici popolari in California — USA, fra il 1956 e il 1962. Lo studio (Tarshis 1962) coinvolse 124 edifici contenenti 582 appartamenti abitati da circa 2800 persone. Il 95% degli appartamenti erano infestati da blatte, specialmente Blattella germanica. L’inizio delle operazioni di disinfestazione fu accompagnato da una Minuzione dei casi di epatite infettiva per un anno. Siccome però le operazioni furono soppresse l’anno seguente, e di conseguenza la popolazione blatte crebbe nuovamente, vi fu un conseguente aumento di casi di epatite. Nei seguenti anni furono riprese le disinfestazioni e si notò un repentino calo dei casi di epatite.

Le blatte come fonti di allergeni

Molte persone che sono allergiche alla polvere domestica sono allergici anche alle blatte. Il rischio di sviluppare un’allergia nei confronti delle blatte è in funzione di numerose variabili, fra le quali:

  • predisposizione genetica allo sviluppo di allergie;
  • specie di blatta alla quale si è esposti;
  • l’entità dell’infestazione;
  • la durata dell’esposizione;
  • l’ammontare di allergeni che vengono dispersi, in considerazione del ricambio d’aria e del flusso d’aria negli edifici.

Alcuni studi indicano che la presenza di blatte aumenta l’incidenza di reazioni allergiche. Uno studio a campione (1987) di persone soggette ad asma bronchiale ha rivelato che il 76% dei soggetti viveva in edifici molto affollati infestati da Blattella germanica. Alcuni rapporti USA (1992) hanno mostrato che fra il 40% e il 56% dei casi “di asma trattati in emergenza erano dovuti ad allergeni presenti all’interno delle abitazioni. In circa il 20% delle abitazioni che non presentavano segni visibili di infestazione da blatte furono trovati livelli di allergeni delle blatte e quindi fu suggerito che il controllo delle blatte dovesse essere considerato ‘come una componente irrinunciabile nella lotta alle allergie. Con l’aumento dell’età media della popolazione e l’impiego sempre più massiccio di sistemi di condizionamento delle abitazioni, si può ragionevolmente dedurre che l’incidenza di queste allergie sia destinata ad aumentare.

Tipologie Blatte

Vedi le tipologie di Blatte.