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MOSCHE

Mosca è il nome comune con cui si indica un generico insetto dell’ordine dei Ditteri. Per antonomasia si associa il nome di mosca alla “mosca domestica” (Musca domestica), dittero cosmopolita e ubiquitario, comune in tutti gli ambienti frequentati dall’Uomo, aperti o chiusi. La stretta relazione di commensalismo che lega la mosca domestica all’uomo ne rende familiare sia l’aspetto esteriore sia il comportamento. Per estensione si tende spesso ad associare il termine “mosca” a qualsiasi dittero che più o meno vagamente possa ricordare la mosca domestica nel comportamento e, soprattutto, nell’aspetto. In questi casi il termine è, a rigore, sinonimo di “dittero muscoide” e fa riferimento ad un qualsiasi dittero che nell’immediata percezione non è riconducibile ad una zanzara o ad un moscerino o che, comunque, non presenta particolari specificità morfologiche.

AI di là del fastidio arrecato dagli adulti, la mosca è, con ogni probabilità, il principale vettore di malattie di ogni tipo. Una mosca è in grado di trasportare sino a 26 milioni di batteri sulle zampe e sull'apparato boccale, trasmettendoli per contatto diretto 0 per rigurgito della saliva contaminata o, infine, attraverso le proprie feci; di macchie fecali l’insetto ne produce 25-50 al giorno.

Sono questi i motivi per cui la mosca viene ritenuta, a ragione, un pericoloso insetto. Quindi è evidente che si deve impedire che “abiti” con noi.

Tra le varie specie di mosche appartenenti all'Ordine dei Ditteri, la mosca domestica (Musca domestica) si ritrova negli ambienti civili. Le caratteristiche che hanno fatto di questo insetto il nemico numero uno per la nostra salute possono essere riassunte come segue:

  • Elevatissima prolificità - In Italia, la mosca domestica arriva a compiere 12-15 generazioni all'anno. La discendenza potenziale di una coppia di mosche, dopo 8 generazioni, è pari a 674 mila miliardi di adulti (Crovetti, 1986).
  • Rapidità di ciclo biologico - La Mosca domestica ha un ciclo biologico che varia approssimativamente da 10 giorni (a 35°C) fino a 50 giorni (a 15°C).
  • Polifagia - Ha un’eccezionale capacità di adattarsi ad ogni condizione alimentare e perciò riesce a sopravvivere nutrendosi di qualsiasi tipo di substrato organico presente nell'ambiente in cui viene a trovarsi.
  • Adattabilità - Si adatta a vivere in quasi tutti gli ambienti naturali ed artificiali, dall'Equatore fino ai Poli, dalle stalle alle camere sterili.

La mosca comune depone le uova nei più diversi substrati costituiti da materiale organico in disfacimento o in fermentazione, sia di origine animale che Vegetale. Raramente infesta carni o carogne, substrati tipici questi, come vedremo, della mosca carnaria.

Nelle zone rurali è il letame il substrato elettivo dei focolai larvali. Tutti gli accumuli di letame di qualsiasi animale domestico, uccelli compresi, sono focolai potenziali per la mosca che però ha delle preferenze che variano con l'area geografica, il clima ed il nutrimento del bestiame.

Nelle aree urbane invece sono i rifiuti alimentari responsabili della gran parte dei focolai. Questi rifiuti possono essere domestici e industriali (lavo- razione e stoccaggio del cibo) o provenienti da attività commerciali quali mercati o negozi. Anche il suolo misto a piccole quantità di rifiuti o impregnato di liquidi organici (latte, sangue) può costituire un focolaio larvale. In particolare, i rifiuti industriali sono un pericolo soprattutto in zona periurbana, quando i residui della lavorazione di birrerie, zuccherifici, distillerie, caseifici, oleifici, macelli ed in generale della lavorazione di carni e pesci, o di prodotti agricoli, non vengano smaltiti a termini di legge.

Le mosche, sia maschi che femmine, possono sopravvivere semplicemente assumendo acqua e zuccheri o altri carboidrati assimilabili; le femmine però hanno bisogno di aminoacidi per lo sviluppo delle uova. La ricerca del cibo avviene soprattutto con voli esplorativi guidati dall’attrazione visiva.


PRINCIPALI MOSCHE

MOSCA DOMESTICA

La mosca domestica (Musca domestica) è il dittero più comune e di più ampia diffusione tra quelli che vivono a stretto contatto con l’uomo.

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MOSCHE DELLA STALLA

Le mosche delle stalle appartengono alla famiglia delle Muscidae. Sono insetti che vivono quasi esclusivamente nelle stalle ed intorno al bestiame.

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MOSCHE DEI LIQUAMI

Le mosche dei liquami sono mosche di piccola taglia, di colore grigiastro, simili alla mosca domestica, da cui si distinguono a colpo d'occhio proprio per le dimensioni.

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MOSCONI BLU O VERDI

I mosconi blu o verdi sono facilmente riconoscibili dalla taglia e dal colore, avendo l'addome o tutto il corpo di colore blu o verde metallizzato, e da un caratteristico ronzio che emettono quando volano.

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MOSCHE CARNARIE

Le mosche carnarie sono grossi mosconi grigi (10-14 mm), non metallizzati, con 3 bande scure sul torace.

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TAFANI

I tafani sono grosse mosche dalla corporatura robusta (1-3 cm), spesso colorate vivacemente.

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METODI DI LOTTA »


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