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Strategia di lotta alla Zanzara Tigre

La strategia di lotta messa a punto dal Centro Agricoltura e Ambiente, in collaborazione con la Cattedra di Lotta Biologica dell’Università di Bologna, permette di contenere la zanzara entro livelli non nocivi per la cittadinanza. Le attività previste nell’ambito di questa strategia di lotta sono:

  • Monitoraggio della popolazione mediante ovitrappole specifiche: il monitoraggio è un supporto fondamentale per indirizzare le attività di lotta e verificarne l’efficacia. Nei programmi di sorveglianza svolti in Italia, in Asia e in America il monitoraggio di Ae. albopictus viene realizzato mediante ovitrappole (Fay e Eliason 1966), costituite da contenitori di colore nero di circa 500 ml di volume. Le ovitrappole sono riempite con circa 300 ml di acqua (priva di cloro) e sulla parete viene fissata una listella di masonite (larghezza di circa 2 cm) o un altro supporto idoneo per l’ovideposizione. Settimanalmente le listelle di masonite devono essere sostituite e quelle raccolte esaminate allo stereomicroscopio per osservare la presenza delle uova. Per avere una buona stima della popolazione adulta occorre posizionare le trappole ad una distanza tra loro di 100-200 metri in aree ombreggiate (questa specie predilige alti livelli di umidità) con uno spazio libero al di sopra della ovitrappola di almeno 30 cm.
  • Disinfestazione capillare delle caditoie stradali pubbliche e private: i focolai di sviluppo larvale di Aealbopictus più importanti in area urbana sono senza dubbio le caditoie stradali. La schiusa delle uova è legata all’innalzamento del livello dell’acqua all’interno del tombino che si realizza a seguito delle piogge, dei lavaggi delle strade, dell’irrigazione dei giardini, ecc. Il numero di generazioni e la popolazione che si sviluppano nei tombini presenti nelle aree private sono sicuramente maggiori rispetto alle caditoie stradali, pertanto per ottenere un efficace controllo occorre estendere le attività di lotta anche nelle aree private. La disinfestazione può essere svolta con formulati fluidi a base di Temephos alla dose di 0,5 g di principio attivo per tombino. A questa dose il prodotto ha una persistenza d’azione di circa 20-25 giorni, pertanto durante la stagione estiva occorre svolgere 6-8 interventi di disinfestazione.
  • Informazione alla cittadinanza: la divulgazione e l’informazione sui mezzi di prevenzione e di lotta adottabili in ambito domestico assumono una importanza prioritaria per il controllo di questa specie. La cittadinanza debitamente informata può anche collaborare alla sorveglianza tramite segnalazioni agli uffici preposti.
  • Impiego del rame nei sottovasi: ln Italia Ae. albopictus tende a svilupparsi soprattutto in piccoli contenitori tra i quali i più numerosi sono i sottovasi. Nel 1995 sono stati condotti in laboratorio, in condizioni simili a quelle di campo, prove per verificare l’effetto del rame sullo sviluppo larvale di Ae. albopictus nei sottovasi (Bellini et al., 1999).
  • Ricerca e rimozione dei microfolai di sviluppo

Altri metodi di lotta

Bonifica ambientale

Lotta biologica

Lotta integrata

Sensibilizzazione dell’utenza

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